Il cortile di giò

mercoledì 15 settembre 2010

Precisando ringrazio





Nel centro di Londra c`è un polmone verde l´Hyde Park, bellissimo d´autunno con le foglie morte sotto i piedi…Nella parte nord si trova il cosiddetto angolo degli oratori dove chiunque (davvero chiunque) può inscenare la propria filippica. Credo sia un bell´esempio di democrazia della parola.

Quando ho deciso di aprire il mio “angolo dello scrittore o scribacchino“ , imitando i frequentatori dello speakers` Corner, nel nome della democrazia della parola scritta, ho pensato più volte se fosse il caso o meno di farlo, ed a come riempire questo spazio. Dopo travagliate notti insonni, sono giunto alla conclusione che non avrei mai e poi mai parlato dei problemi miei personali che fanno parte del quotidiano vivere. Non volevo che il blog fosse insieme alibi e sfogo per le mie frustrazioni e non avendo nulla da dire certamente quel nulla doveva assomigliare il meno possibile a quel tanto nulla che leggo qua e la in rete e in blog apparentemente logici, ma che poi, alla fine, tanto logici non sono, anzi sono spesso diari che accolgono persone con forti disagi mentali, esaurimenti fisici e nervosi di varia natura; psicopatici, soggetti borderline o con disturbi bipolari, paranoici a vari livelli…
Con queste premesse allora non poteva che nascere lo zibaldone, una sorta di contenitore di scritti inventati ad arte e rivolti ad uno strettissimo pubblico che dopo pochi minuti avrebbero deciso di non digitare mai più il mio indirizzo sulla tastiera! Con il dovuto rispetto e senza paragoni credo che anche il Leopardi non avesse poi tantissimi lettori.
A pochi mesi dalla sua nascita non so se lo zibaldone di Giovanbattista abbia raggiunto il suo scopo. Forse è troppo presto per dirlo, ma posso affermare che la direzione è quella giusta. Continuerò a scrivere con lo stesso spirito con cui ho iniziato e soprattutto senza prendermi troppo sul serio. Non voglio che questo spazio auto-gestito sia la panacea dei miei malesseri che non trovano un´adeguata cura e soluzione altrove, voglio che la mia scrittura creativa e non rimanga per un po´ di tempo a disposizione di tutti nei files del cyberspazio. Voglio affrontare ogni argomento, anche politico, facendo mio il concetto del coraggio delle idee, quelle proprie e non quelle degli altri, riservandomi altresì quel diritto al ripensamento che ho citato nel mio profilo, indispensabile (penso) a chi come me, non crede di avere la verità in tasca o, meglio, di aver scritto un brano della bibbia o una sorta di vangelo secondo Matteo ma pensieri opinabili e confusi (perché no), soggetti a commenti che non debbono essere a loro volta commentati dal sottoscritto perché così facendo si creerebbe un botta e risposta stucchevole e di difficile comprensione: i commenti non vanno mai commentati!

Come diceva Flaiano: “un buon scrittore non precisa mai”, così come un poeta non spiega mai le sue poesie - aggiungo- ma, in questo caso, non sono né nell´uno né l´latro bensì un blogger, un semplice blogger, che precisando ringrazia chi, sia pure per caso magari attraverso giri immensi, è giunto fra le mie pagine a leggere quel nulla di cui non vado orgoglioso ma che, in questo momento fa parte di me. E non importa se non tornerà più,nemmeno per caso o per un milione di dollari, sul mio blog.

1 commento:

Fati ha detto...

Grazie a te per la tua tenacia e volontà che fa sì che il tuo viso si alzi tra la moltitudine della folla. Lo vedo. Grazie a te per questo condividere e confrontarsi. Arrichisce. Grazie a te per questa parte di te che non trattieni e doni a chi ha occhi per leggere e sentire.