Il cortile di giò

mercoledì 29 settembre 2010

Un po` di me?



Quando apro la mia bacheca su facebook e mi accorgo di non avere una claque ci soffro ma prima o poi me ne farò una ragione. Per me stare su facebook non è stare nel mondo. Ci sto per farmi trovare dal mediocre moderno. Se, invece, volessi essere elitario, dovrei iscrivermi al social network dei belli: beautiful people! previa però efficace dieta dimagrante. Dopo i bagordi del 31 dicembre hanno pensato bene di buttare fuori alcune persone perché sovrappeso.
C`è gente che invece si guarda bene dall´iscriversi ai social network ritenendoli contenitori per frustrati e qunat´altro… un po` lo penso anch´io ma non sono del parere che facebook e compagnia bella siano l´appiattimento di massa che alcuni vogliono far credere. Per me rappresentano il palcoscenico della vita, fatto di attori che recitano bene o male e di comparse o di spalle che gli reggono il gioco.
Tornando nel solco delle cose forse l´ansia di scrivere un nuovo post su questo blog ha preso il sopravvento. Lo so dovrei riflettere di più, non essere precipitoso e tenermi lontano dalle faccende italiane anche perché non essendo addentro rischio di essere superficiale e dare giudizi non corrispondenti al vero. Ma sopra ogni cosa il mio timore è quello di scrivere il mio piccolo-grande monologo e, a mo` di narciso, compiacermi fregandomi di chi legge. Sarebbe un peccato se questo accadesse perché il mio blog non avrebbe un futuro.
E allora ho deciso di parlare un po’ di me stesso:

Il periodo estivo è terminato e quelli che non hanno perso l`abitudine di guardarsi dentro cercano o meglio abbozzano un primo bilancio.
L´estate non é soltanto la stagione in cui la nostra pelle s´imbrunisce sotto i raggi del sole caldi e biondi ma é anche una fase in cui i nostri freni inibitori si allentano e ci portano a cercare quello che magari durante l´anno abbiamo solo sfiorato con la mente.
Nei miei diari adolescenziali, immancabilmente ogni fine stagione facevo l´elenco delle cose positive e quelle negative; contabilizzavo la mia esistenza così come fanno i ragionieri, con i segni + e - davanti agli avvenimenti di me ragazzino preso, quasi certamente più dai tormenti interiori delle prime cotte che dalla gioia di esse.
Già! perché per me l`innamoramento era sinonimo di patimento, sofferenza per aver amato o, almeno, creduto di amare.
Quest´anno sono stato a fine Luglio per un breve periodo in Italia nel piccolo paese della costiera amalfitana in cui ho vissuto fino ai trent´anni per poi decidere di dare le dimissioni da meridionale e, lasciandomi trasportare da un vento incosciente, di andare a vivere all´estero.
Quando vado nel bel paese i primi giorni mi sento smarrito, vorrei subito scappare via, ritornare da dove sono venuto… e mi viene in mente il mio passato da giovanotto idiota che rideva sempre prendendo in giro questo o quello; lo struscio sul lungomare con una birra in mano; le discoteche all´aperto e mi vedo li, calato nella realtà dei miei vent´anni! Mi vedo ballare e poi ballare con il gel tra i capelli e un cocktail da consumare. Per fortuna è solo un flash, un lampo di ricordi subito rimossi.
Mi ci vorrebbe un mese per abituarmi al ritmo menefreghista dello stivale.
Ma un mese fuori dalla Germania raramente lo trascorro. Al ritorno sistemo le mie cose con un po` di nostalgia per quei paesaggi che ho lasciato, il mio balcone con vista sul mar tirreno che tanti mal di testa mi ha procurato d´inverno quando il vento soffia forte e la salsedine la senti sulla pelle. Ripongo la valigia in cantina e penso che il prossimo anno vorrei andare finalmente nella mia isola : Ιθάκη.

domenica 26 settembre 2010

Lettera ad una bloggerista











Ciao,
in un giorno come tanti pieno di niente, nel niente ho digitato una frase che avevo scritto tempo fa: "autunno: foglie morte sotto i piedi". Come primo risultato è spuntato fuori il tuo blog; l´ho letto, mi è piaciuto e ho avvertito subito il bisogno di scriverti per farti sapere che seppure giovane di età hai mostrato di essere già matura di esperienze interiori. Nelle tue pagine ho avvertito un dolore intimo per nulla intaccato dai diverbi adolescenziali che pure erano presenti in te. Ti ho cercata nella rete , ho scritto il tuo nickname e ho iniziato a percorrere a ritroso il tuo tempo che hai lasciato fermo nei file(s) ed è stato bello conoscerti, apprezzarti e leggerti nelle mille tue sfaccettature. Mi sei piaciuta perfino nella tua ultima versione -lasciami passare il termine- da moralizzatrice! Sbocco obbligato per chi come te non ama le storture e la barbarie del mondo. Non mi piace essere prolisso: in certe occasioni è meglio la brevità, l´asciuttezza... In questo momento sono il Signor nessuno che dopo aver elogiato le tue doti non ha nulla da offrirti. Credimi! Quanto avrei voluto essere un editore! Ti avrei chiesto con tutto me stesso di pubblicare quello che sarebbe stato il più bel libro di tutti i tempi: il tuo (chissà forse é successo davvero ma questo non mi è dato sapere)! E allora qual è il motivo di questa mia mail? Mi piacerebbe che continuassi a scrivere sul tuo blog (non lo aggiorni da tempo) in modo da poter diventare tuo assiduo lettore, un lettore felice e, in ultimo, poter ogni tanto scambiare con te qualche mail su ciò che è o che è stato, in un tempo che alla mia generazione ha dato soltanto l'idea della vita, non la vita.

Un saluto e perdonami, se puoi.



Giovanbattista

mercoledì 22 settembre 2010

Sequel di: intervista a me stesso lieve misantropo

… E la sua generazione??

La mia generazione e più quella prima hanno vissuto alle spalle del muro di Berlino. Viziati e pagati dagli americani! Forse è per questo che i sessanténni, cinquantenni e quaranténni di oggi sono più inclini al guadagno facile, all’ ´imbroglio, al sotterfugio, alla bustarella.
Certo c´erano gli operai che un culo (lasciami passare il termine scurrile) se lo sono sempre fatto ma poi c´erano anche i borghesi, gli impiegati degli anni settanta, tanto parchi quanto pigri e una certa lotta di classe di cui varrebbe la pena di approfondirne se non la ragione il significato intrinseco.
La scuola ci ha informato ma non ci ha formato affatto! Gli insegnanti, poverini, adesso hanno più a che fare con il mutuo da pagare che con la cultura! Ma non li stigmatizzo in una società obsoleta e senza valori sono il male minore, non giocano più un ruolo da anni e per questo gli concedo volentieri le attenuanti generiche!
La mia Italia da giovane era certamente diversa da quella attuale ma in entrambi i casi ai ragazzi volenterosi di allora come a quelli di oggi non è stata data la opportunità di sperimentare e innovare. Essi sono stai stati inglobati, fagocitati; parcheggiati in perenne attesa e resi mediocri! E il vecchiume che puoi respirare in ogni dove ne è testimonianza viva!

La politica un tempo fucina di idee si è ridotta a mero potere. Che tristezza assistere alle infinite lotte di poltrone! Mi ricordo il pentapartito della prima Repubblica, un sistema quasi perfetto per spartirsi i posti che contano. C`era una crisi di governo a settimana ma il tutto avveniva con molta più “eleganza” di adesso e con l´avallo degli stati Uniti che ci hanno sempre ricordato che avevamo perso una guerra e non potevamo mai più vincerne un´altra.

Cosa pensano all´estero degli italiani e di questo continuo rubare?

Certo in Italia mica sono tutti ladri, quelli sono la minoranza ma l´idea che ogni italiano possa, in futuro, diventarlo mi inquieta. Molti all´estero pensano che gli italiani siano dei potenziali imbroglioni. Non è detto che lo siano veramente ma c´è la opinione diffusa che un giorno anche l´onesto possa diventarlo perché stufo di subire. Non so se ho reso l´idea. Come dire se a te non piace la pasta e fagioli ma attorno non c´è null´altro prima o poi, preso dai morsi della fame, finirai per mangiartela!
È un discorso di opportunità! e si sa che l´occasione fa l´uomo ladro.
Forse un giorno introdurranno il concetto di modica quantità pure per il denaro rubato. Fino a 500 mila euro non si rischia nulla se non un ammonimento a essere più onesto in futuro. Oltre scatta un ammenda non di tipo pecuniario però, che può essere un fine settimana da trascorrere in casa per esempio.

Il suo concetto di vita?

La mia idea della vita è un work in progress, un cantiere aperto. Un viaggio dall´esito tutt´altro che scontato ma comunque affascinante. L`importante e che io non perda mai la curiosità e la voglia di capire cosa mi circonda mantenendo quello spirito critico che mi fa sentire vivo e a galla anche in quei periodi in cui le alte onde del mare della vita mi sovrastano e mi travolgono impetuose.


Berlusconi? Si finisce sempre per parlare di lui..


Io l´ho sempre detto che Berlusconi è il guaio minore... C´è gente che davvero crede che il responsabile di tutti i mali del sistema sia il cavaliere e questo non per difenderlo ma per dire che spesso gli italiani peccano di provincialismo. L´Italia va male? ma non é che il resto dell´Europa e del mondo se la passi bene. In Germania si è fatta la più grande manovra economica della storia tedesca, un atto senza precedenti che pesa sul portafoglio della gente. In America Obama perde consensi perché non da agli americani quella prosperità nelle tasche, sia pure virtuale, che godevano con Bush nonostante sia il presidente che ha dato il diritto all´assistenza sanitaria anche ai poveri... L´Inghilterra poi sull´orlo del fallimento!
C`è in giro una leggenda che narra di due o tre faccendieri misteriosi che governano il mondo in barba all´ONU. Sembrerebbe il modello mafia esportato in grande scala. Beh, questa leggenda mi affascina.

Per concludere, l´Italia si appresta alla costruzione di centrali nucleari…

Inevitabile se si vuole che questo paese sopravviva a se stesso! Non che sia d´accordo che il mondo si debba fornire di energia proveniente dal nucleare ma non vedo una soluzione a breve che possa bypassare l´idea che in Italia si possa fare a meno di questo tipo di energia. Metteremo anche noi le scorie sotto terra è con buona pace di tutti questa sarà una parte (non l´unica) dell`eredità che lasceremo alle generazioni future.

martedì 21 settembre 2010

Sto pensando che:

Sarebbe bello svegliarsi bambimi e crescere col trascorrere delle ore per poi ritrovarsi grandi la sera giusto il tempo per andare a dormire... I grandi, quando si sentono tali per tutto il giorno e per tutti i giorni a venire, sono capaci di immensi disastri. Meglio essere come i pulcini che escono per la prima volta dal guscio. Meglio il loro pio-pio che i tanti suoni del vociare.