Tu sai che sono un tipo schietto senza peli sulla lingua e do a Cesare quel che è di Cesare… Trovo ridicolo il poetare, poetare sempre. In te c`e una overdose di versi che ti fanno viaggiare ai bordi della follia, come se vivessi per essi e con essi fin dal mattino, finanche nel sonno della notte! Ti ha mai detto qualcuno che il troppo stroppia ? Che la vita è fatta anche di altre cose che nulla hanno a che vedere con la poesia? E poi non necessariamente nel comporre versi si deve usare un “linguaggio” anacronistico; se sei un´autrice contemporanea anche il linguaggio deve esserlo! Non devi imitare questo o quello ma cercare di esprimere qualcosa che sia universalmente bello e che abbia un valore (qualcosa che debba piacere alla maggior parte e che faccia riflettere la maggior parte) altrimenti i versi diventano “bigiotteria poetica ” un po’ come quei motivetti orecchiabili delle canzoncine da Hit Parade che si consumano al momento ma che poi non ti lasciano nulla dentro e fra qualche mese nemmeno te le ricordi! Ovviamente Il mio è un giudizio sul tuo operato e mai sulla persona .
Non è facile tirare fuori il capolavoro letterario e i libri che da sempre hanno l´aspirazione di contenerlo a volte non sono altro che pura operazione di marketing , dei “pacchi” che però vendono bene perchè è il volto a “tirare”. Non mi sorprendo quando scopro che in realtà alcuni libri non sono stati scritti dal nome e dal volto stampato sulla copertina ma da altri il cui nome non potrai mai sapere!
venerdì 9 luglio 2010
giovedì 8 luglio 2010
Il senso della vita
Prefazione
Ho sempre amato la contemporaneità delle parole che quando si mescolano disegnano traiettorie imprevedibili, come quelle delle rondini il cui volteggiare sembra farraginoso e chiassoso ma in realtà contiene un ordine e il chiasso non è altro che suono. Mai avrei pensato di trovare una tale sincronia nelle parole di questa autrice (poco più che trentenne) che ho conosciuto in un social network, uno di quei posti virtuali dove l´uomo comune si auto - promuove, trova il suo spazio per esprimersi e l´equilibrio necessario, essenziale per esorcizzare quei malesseri dell´anima che il mondo, gli altri, consapevolmente e non, ci arrecano.
Sembrano parole di una adolescente che vive in bilico come un pulcino bagnato e tremante che è appena uscito dal guscio e guarda al mondo senza capirne i processi che lo animano invece I “frastuoni del quotidiano”, “l´odore del mare della mia città” sono attimi colti dai sensi e imprigionati nella cornice dei ricordi.
Il senso della vita
Il senso della vita ... in una passeggiata tra le strade deserte e l'odore del mare della mia città, in una canzone che vince la solitudine del momento, in un bar lontano dai frastuoni del quotidiano con l'amica del cuore, nel respiro di chi ti è accanto e sa ascoltare il tuo silenzio, nell'abbraccio della tua camera, tra libri, pensieri e note, di sabato sera quando tutti corrono, nell'illusione di afferrar qualcosa; nei voli che sai fare ad occhi chiusi ma con le ali spiegate ed i sensi aperti; nella carezza della nonna quando ti senti giù e vuoi mascherarlo, nei "no" detti al quotidiano per rispondere "si" alla vita, in quei granelli di tempo che ineluttabilmente ci scorrono tra le mani e che raramente riusciamo a trattenere e dar valore per poterli dedicare a noi stessi e agli altri.
(Fatima M.)
Ho sempre amato la contemporaneità delle parole che quando si mescolano disegnano traiettorie imprevedibili, come quelle delle rondini il cui volteggiare sembra farraginoso e chiassoso ma in realtà contiene un ordine e il chiasso non è altro che suono. Mai avrei pensato di trovare una tale sincronia nelle parole di questa autrice (poco più che trentenne) che ho conosciuto in un social network, uno di quei posti virtuali dove l´uomo comune si auto - promuove, trova il suo spazio per esprimersi e l´equilibrio necessario, essenziale per esorcizzare quei malesseri dell´anima che il mondo, gli altri, consapevolmente e non, ci arrecano.
Sembrano parole di una adolescente che vive in bilico come un pulcino bagnato e tremante che è appena uscito dal guscio e guarda al mondo senza capirne i processi che lo animano invece I “frastuoni del quotidiano”, “l´odore del mare della mia città” sono attimi colti dai sensi e imprigionati nella cornice dei ricordi.
Il senso della vita
Il senso della vita ... in una passeggiata tra le strade deserte e l'odore del mare della mia città, in una canzone che vince la solitudine del momento, in un bar lontano dai frastuoni del quotidiano con l'amica del cuore, nel respiro di chi ti è accanto e sa ascoltare il tuo silenzio, nell'abbraccio della tua camera, tra libri, pensieri e note, di sabato sera quando tutti corrono, nell'illusione di afferrar qualcosa; nei voli che sai fare ad occhi chiusi ma con le ali spiegate ed i sensi aperti; nella carezza della nonna quando ti senti giù e vuoi mascherarlo, nei "no" detti al quotidiano per rispondere "si" alla vita, in quei granelli di tempo che ineluttabilmente ci scorrono tra le mani e che raramente riusciamo a trattenere e dar valore per poterli dedicare a noi stessi e agli altri.
(Fatima M.)
L´amore gridato
L`amore gridato dallo sbiadito inchiostro
di lettere impolverate rimane candido
nella sua vita sparsa di mille emozioni
e di tenerezze fugaci consumate in luride stanzette
dove anche i muri sembrano spiare.
E quelle antiche lacrime impastate di storia
mi trasportano verso un´immagine consueta
le buccie d´arancia
gettate sul tavolo prima di chiudere gli occhi.
di lettere impolverate rimane candido
nella sua vita sparsa di mille emozioni
e di tenerezze fugaci consumate in luride stanzette
dove anche i muri sembrano spiare.
E quelle antiche lacrime impastate di storia
mi trasportano verso un´immagine consueta
le buccie d´arancia
gettate sul tavolo prima di chiudere gli occhi.
Prefazione a Bianco di notte e ad est del cuore
Agli occhi dei più potrebbe apparire una romantica rassegnazione di quello che poteva accadere e che invece non è accaduto ma mai vi è la rinuncia della ricerca di una umana dimensione nei fatti della vita e nelle cose che fanno parte del suo arredo.
L`introspezione che ne deriva non è fine a se stessa ma assume una prospettiva in cui lo spirito trova la sua massima espressione ed insieme si accingono a percorrere i viali dell´esistenza.
Non c´è posto in questi versi per smanie eudemonistiche e tuttavia l´uscio che rimane socchiuso non fa morire definitivamente la speranza anzi, la incita e la sospinge fino alle vie dove le umane paure trovano sollievo e l`uomo hegeliano, essere limitato con un destino spesso segnato e una vita fatta di angosce e timori, finalmente trova luce e liberazione in quella massima espressione dell´arte che è la poesia: puro sentire dello spirito elevato al quadrato.
L`introspezione che ne deriva non è fine a se stessa ma assume una prospettiva in cui lo spirito trova la sua massima espressione ed insieme si accingono a percorrere i viali dell´esistenza.
Non c´è posto in questi versi per smanie eudemonistiche e tuttavia l´uscio che rimane socchiuso non fa morire definitivamente la speranza anzi, la incita e la sospinge fino alle vie dove le umane paure trovano sollievo e l`uomo hegeliano, essere limitato con un destino spesso segnato e una vita fatta di angosce e timori, finalmente trova luce e liberazione in quella massima espressione dell´arte che è la poesia: puro sentire dello spirito elevato al quadrato.
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