Il cortile di giò

martedì 29 giugno 2010

Taricone e l´ultima sfida

Taricone contro Taricone, il ragazzo di Caserta venuto dal nulla, con le idee chiare e una filosofia della vita che rasentava la sfida. Chi lo piange ricorda “o guerriero”, la prima edizione del grande fratello forse l´unica in cui i partecipanti avevano qualcosa da dire. E lui Pietro all´interno della casa (come amava ripetere Daria Bignardi) ha saputo interpretare, più di ogni altro, quello spirito. Contesa, lotta e anche qualche pensiero niente male in una edizione in cui la gatta morta (Marina) e i suoi compagni sono stati i primi e gli ultimi attori di un reality show in cui si parlava molto e si urlava poco, si discuteva facendo discutere. E non è poco.
Un ragazzo ambizioso ma cosciente e per questo consapevole che i suoi muscoli in realtà avevano un handicap e un gap da superare ovvero sollevarsi dalla condizione dell`essere meridionale, un uomo del sud in particolare campano (condizione aggravante più che attenuante). Lo ha fatto attraverso lo studio di dizione e recitazione per potersela giocare alla pari con coloro i quali, come lui, aspiravano alla carriera di attore. Ma ha anche vissuto una vita in “bilico” fatta di eccessi e di sprechi. Una testa da mettere a posto e forse lo ha fatto. Chi lo ha conosciuto lo sa! A lui piacevano le sfide e l´ultima, quella con la morte non l´ha vinta! Ma quanto noi tutti avremmo voluto che la vincesse!

venerdì 25 giugno 2010

Peccato

Peccato! Perché il calcio sta al popolino come il culo alla camicia. Peccato perché Lippi è stato capace di rendere vano anche l´ultimo brandello di sogno: quello di poter passare il turno con un semplice pareggio. Peccato perché il mister non è riuscito a metabolizzare il fosforo del tanto pesce pescato e mangiato da quel buon marinaio quale dice di essere e si sa che la carenza di fosforo annebbia la mente.

Oggi ho visto undici giovanotti giocare a nascondino. Un continuo allontanarsi da quel Jabulani talmente criticato che i giocatori avranno pensato meglio toccarlo il meno possibile!
L`immane debacle l´aveva prevista perfino lo stregone di Johannesburg ma i giornalisti della RAI, si sa da buon intellettuali, con sberleffo, non gli hanno creduto. Hanno creduto,invece, a Lippi maestro senza bacchetta di uno pseudo gruppo d´orchestra stonato e scollato. Tanto scollato da far pensare che l`erba che nell`immaginario di Lippi avrebbero dovuto far mangiare all´avversario se la siano fumata tutta con somma goduria!
Peccato perchè i giornalisti sportivi (in questo caso) hanno perso l´ennesima occasione per dimostrare di non essere “ la penna del padrone” ma evidentemente il calcio e la politica non sono poi tanto distanti e certi temi è meglio non approfondirli. Più che da “penna” hanno fatto da spalla a dei comici (federazione calciatori e tecnico) che nelle intenzioni volevano farci divertire ma che prima hanno fatto ridere contro la Nuova Zelanda e poi hanno finito per farci piangere contro la Slovacchia e a nulla valgono le assunzioni di responsabilità di Lippi perché dopodomani sarà già al mare senza correre il rischio di essere cacciato: si era già congedato prima di partire per il Sudafrica!

L´album panini per chi non lo sapesse è famoso anche all´estero ma, per completezza di informazioni, visto che oggi va tanto di moda dichiarare lo stipendio, sarebbe bello che accanto alle figurine oltre che al peso e all`altezza del calciatore si aggiungesse anche il guadagno; sarebbe un modo alla moda per rinfrescare la memoria di quanti alla fine dell´estate vanno a ritirare l´abbonamento della squadra del cuore che paradossalmente il più delle volte un cuore non ce l´ha!




mercoledì 23 giugno 2010

Un felice invidioso

La felicità- qualcuno ha scritto- consiste nel desiderare quello che si ha. Se ho fatto bene i conti posso affermare di non essere felice perché non posseggo nulla che valga la pena di essere desiderato e poi mi piacerebbe tanto avere quello che gli altri posseggono. Non potendo essere felice non mi rimane che invidiare la felicità altrui: sono un felice invidioso e invito tutti ad esserlo perché l´invidia, al contrario dell´odio, è un sentimento positivo, un riconoscere i propri limiti perché essa ci fa desiderare di essere o di avere e quindi ci spinge a migliorare il nostro status. L`odio purtroppo ci fa disprezzare gli altri facendoci sentire i migliori in assoluto.
L`invidia la si prova verso coloro i quali sono migliori di noi, l`odio verso quelli considerati peggiori ma in quest`ultima ipotesi potrebbe essere vero pure il contrario.

Una stella

Solo una stella lassù
la guardo e ci vedo poca luce
solitaria si spegnerà
come il mio sguardo stanotte.
Persa nel candore
di donna ferita
si avvia a chiudere la porta
e con essa il mio cuore.