Il cortile di giò

martedì 4 ottobre 2011

Io e le donne

...Allora ho ripiegato sulla spensieratezza. Quanti giorni ho trascorso in modo così spensierato da dire: it`s a beautiful day today. Forse uno o due. Tutte le altre volte mi sono precipitato davanti allo specchio per guardare fino a che punto la giornata mi aveva stropicciato. Hai una faccia che fa schifo mi dicevo, guardati!! questa camicia e i capelli tutti sottosopra, pieni di vertigini! chi vuoi che ti pigli a te! sembri un ciuccio appena uscito dalla stalla. Sei un illuso credi di avere un fascino da attore hollywoodiano ma se adesso ti presentassi anche a cinecittá per una comparsata per te non ci sarebbe nemmeno un ruolo nei cessi a pagamento. Hai presente quello che raccoglie le monete nel cestino all´ingresso e che ogni tanto si alza per pulire la cacca ch`è rimasta attaccata alla tazza??
Ho pensato che dovevo smetterla di martellarmi i maroni... Dovevo decidermi... Non dovevo andare più davanti allo specchio a farmi umiliare da quella voce che non mi voleva bene... Quando esci non ci sarà nessuno che ti chiederà se sei felice e allora a che serve scervellarsi affannarsi se a nessuno importa. Sai oggi sono felice... "bene sono felice per te, sono felice che tu sia felice" allora pensi che se questo è felice solo perché io sono felice allora la felicità non ha nessun valore. Ha subito l´onda dell´inflazione come la parola amore che dopo essere stata abusata nelle frasi dei cioccolatini è stata ripetutamente violentata da quelle coppie che anche in procinto di divorzio continuavano a chiamarsi amore. Amore mi dai, amore mi passi il sale? Amore ma che fai mi tiri i piatti, amoreeeee. Dai mi fai male con quella caraffa... È la forza dell´abitudine smetti di chiamare qualcuno per nome e inizi a dargli i nomignoli... Topo, orso... vuttazziello intufato. Che sarebbe un sottotipo, un nano ma non troppo che in più è in sovrappeso.
Mi sento fantozzi. Venghi venghi ragioniere, si segghi... Com`è umano lei... è la poltrona di pelle umana questa???

Ritornasse la voglia di avere un figlio cantava il sorcio Renato...
Non mi permetterei mai di scherzare sulle aspirazioni naturali di una donna. Poi per me le donne sono come ma_donne... nel senso che sono sacre, intoccabili. A volte su di loro c è troppa violenza, troppi mascalzoni... Io arrivo dopo e con i miei superpoteri le salvo. Le tolgo dalla sofferenza, gli resetto la memoria. Una sorta di rivergination mentale la mia operazione... ma non le tocco, non le sfioro per timore di sciupare tutto. Scopo poco per non rovinare il quadro, per non sporcare l´affresco... sembrano parole di un malato di mente. Il mio motto è parlare ma non toccare, per pudore??... Una volta una ragzza milanese mi portò in riva al mare, mi diede un bacio e mi chiese se fossi pudico. Io non capivo quel termine, non capivo cosa volesse dire ma ero tremendamente in imbarazzo. Mi aveva adescato e forse ai suoi occhi apparivo come un tipetto sveglio. Immagino la sua delusione, si aspettava i fuochi d´articifio ed invece ho fatto fetecchia si dice dalle mie parti... E che fetecchia! quando deludi una donna dal punto di vista sessuale non credo che possa mai perdonarti... Le donne quando fanno sesso o ancora meglio quando fanno l´amore si caricano, si rigenerano pervase da fresca energia, forza centrifuga (e che centrifuga) mentre un uomo si svuota. È come se ogni volta dovesse resettare i testicoli, uno svuotamento incredibile. È il gioco dei ruoli che la natura ci ha voluto assegnare. Ecco io nell´ambito dei caricabatteria sono uno da 500 Ampere!!! e pensare che in commercio si trovano oggetti che supreno i 2000A... mi fa sentire ancora più piccolo del vottazziello intufato...

venerdì 16 settembre 2011

Le stagioni

Stanotte quando sono andato a dormire il cuscino era gelato, non riuscivo a prendere sonno, mi giravo e rigiravo in una sorta d´inquietudine fisica... Avevo bisogno di muovermi, mi sentivo oppresso come in una buca mentre qualcuno ti getta terra addosso per coprirti... Mi sono spaventato ed ho traslocato sul divano! Stamane mi sono svegliato con la sinusite e il mal di testa... Sono un super concentrato di umidità... Ho sbrigato le solite faccende e tra un algoritmo e l´altro ho deciso di pigiare i tasti della tastiera non per destinarli a formule e schemi ma a "combinati disposti" di lettere che danno vita ad una parola di senso compiuto anche se ho una gran voglia di comporre una serie infinita di neologismi e avere pure la pretesa di essere compreso.
Non so perché ma quando scrivo ho il bisogno d´immaginare di rivolgermi a qualcuno altrimenti non ci riesco... Non riesco ad esprimermi come vorrei e non trovo nemmeno le parole giuste, se poi quel qualcuno è una persona conosciuta e di cui provo affetto allora starei li ore a raccontare...
Mi piace il mio mondo, come l´ho costruito, le cose che ho voluto e l´ambiente tranquillo che mi circonda... Vorrei condividerlo certo, vorrei che chiunque mi leggesse provasse una sola volta ad immergersi nell´atmosfera del posto in cui vivo. Io l´ho scelto, io l´ho voluto e adesso desidero solo godermelo... Di sera mi concedo una camminata tra le vie di questa cittadina... Vie dove le automobili non passano perché sono strette e piene di osterie e cantine dove ci s´incontra per bere un bicchiere di vino e ridere in compagnia... Ci sono ancora quei pub dove gli avventori si divertono tirando le freccette. Io non entro ma ogni tanto sbircio da fuori per appagare la mia curiosità non di un forestiero ma di straniero cioè di uno che ha abitudini e stile di vita diversi ma che qui ci vive ed è uno del luogo... Io a quella gente bene o male appartengo. Quando sono venuto qui ad abitare il sindaco mi ha mandato un invito per conoscermi... No, non era solo rivolto a me ma a tutte quelle persone che erano venute in quel mese a vivere nel suo comprensorio... Non mi sono presentato ma adesso, a pensarci meglio, credo di aver sbagliato! anche se per me la partecipazione democratica, ultimamente, un poco mi scoccia.
Nel mese di Luglio mi sono dato un obiettivo difficile da raggiungere: dimagrire! Il punto esclamativo indica che lo scopo era categorico. Ci sono perfino riuscito ma una volta in Italia ho mangiato pure l´immangiabile...
Settembre poi a me mette malinconia... Con la sua arietta sottile e quei giorni che passano lenti mentre le vetrine si riempiono d´autunno e davanti alle scuole si formano i soliti capannelli di studenti svogliati di tutto perfino della vita. Tutte le cose intorno ti dicono che le foglie da qui in avanti cadranno sempre più copiose, che le giornate si accorceranno quel tanto da farti sembrare il colore grigio scuro ormai quello predominante. Verranno giù piogge, temporali e... mi fermo qui perché non voglio essere catastrofico. Allora sogno l´ottobre d´oro (qui lo chiamano così) quelle ottobrate dove il sole splende tiepido e di sera cala giù il nebbione assieme alla rugiada nei campi di castagni che succhiano dalle radici l´humus per far si che i marroni lievitino nei loro ricci. Il vino novello appena stappato, il tepore della coperta sul divano, un buon libro...
Novembre invece mi dice che la stagione volge ed io non so aspettare, guardandomi allo specchio vado in cerca di nuove rughe... Misuro i danni visibili del tempo che passa, mi affanno a trovare nuovi rimedi, cremine dai miracolosi effetti anti età... Ed è in questo semi terrore di invecchiamento precoce che mi avvio ad affrontare l´inverno con i suoi cristalli di ghiaccio che scendono copiosi fino a coprire le vie di questa città... Non aspetto il Natale come potrebbe aspettarlo un bambino anzi l´idea dei regali mi stressa. Tutto mi stressa, i pranzi, le cene, i cenoni e perfino le lucine intermittenti. Quando faccio l´albero mi viene storto, lo farcisco a dovere ma comunque non sembra un albero di natale somiglia di più ad un salice piangente e mi mette tristezza perché li sotto non ci sono regali per bambini... Sì, mi piacerebbe avere un figlio. Sì un figlio, non un bambino ma un figlio... perché i bambini quando crescono diventano figli, non sono più bambolotti da allattare, cambiare e vestire... e un figlio è si fatto a tua immagine e somiglianza ma è altro da te e non puoi controllarlo come si controlla un aeroplanino telecomandato, non puoi dirigerlo a destra e a manca, farlo atterrare a piacimento. Devi dargli solo il carburante e poi sperare che i decolli e gli atterraggi della vita siano i meno traumatici possibili... Io non potrei, da interventista, essere mai un buon padre, farei di tutto per pilotare io quell´aeroplanino, sarei apprensivo come non mai, andrei perfino all´università per sostituirlo agli esami nel caso fosse un pessimo studente. No, non posso essere padre perché non sono mai stato figlio... Dovrei aprire un altro capitolo: "genitori e figli e distinzione dei ruoli". Avete tempo???

giovedì 15 settembre 2011

Mi piace immaginare

... che sei di fronte a me mentre ti scrivo. Mi piace immaginare mentre guardi con occhi incuriositi il mio volto che assume espressioni buffe... Mi piace toccarti dolcemente, nei punti dove la tua sensibilità si accende. Mi piace sfiorarti le labbra, sentire i tuoi muscoli irrigidirsi.
Ho bisogno di te, della tua testa, dei tuoi pensieri... Dei tuoi baci, delle tue carezze. Ne ho bisogno per ricambiarle con la stessa voglia. Ho bisogno di sentire la tua presenza anche quando si ha voglia di stare soli... sapere che ci sei, che sei li; che ti sei data. Niente di più, niente di meno.

venerdì 12 agosto 2011

La coscienza di Rocco

La coscienza di Rocco è soltanto di Rocco, non è la mia! Anche in passato mi hanno chiesto se fossi io quello del cortile di gio… Non sono io. Tutto è ornamentale diceva Troisi in “ricomincio da tre” ed io dico che tutto è inventato. Lo dicevano anche a Woody Allen. Pensavano che nella vita fosse uguale come nei suoi film…”.
Ah, quasi dimenticavo anche Rocco (e la sua coscienza) non esiste.




Ho trascorso il weekend come un automa poi volevo uscire dal mio corpo metallico, riappropriarmi delle mie sembianze umane... Volevo io che spesso brucio nel fuoco dell´indifferenza. Ieri ho vagato per le vie di questa città straniera in cerca di volti che potessero darmi conferme e smentite e mentre camminavo riavvolgevo con il tasto rewind il mio passato. Mi sono venute in mente giornate che mai avrei creduto di conservare nella scatola della memoria... sarà il fatto che sto a dieta intervallata da eccessi di fine settimana che si concludono in comatose serate dove sorseggio vino per dimenticare di essere stato troppo a lungo a disposizione e poco attento a me stesso.
Arrivo sempre dopo, a cose fatte, a storie finite. Anche quando conosco una donna se mi piace
mi chiedo per che cazzo il destino non me l´ha fatta conoscere prima ma prima di chi? Prima di "coso" di quel tale di cui mi ha raccontato e che gli ha cambiato la vita, l´ha delusa, ferita, ingannata... E adesso io che mi prendo i resti? gli avanzi del cannibale? Ho di fronte a me una donna psicologicamente provata, distrutta e senza più un briciolo di autostima. Cosa ci faccio con questa... Mi guarda, la guardo... mi sento in colpa . Mi sento come quei sciacalli che rubano nelle case abbandonate nel tentativo di salvarsi dalle catastrofi naturali... Rubo. Se te la porti a letto sei un ladro, ladro di coscienze. Come puoi approfittarne di una che non vuole altro che bagnarti un po´ la spalla e provare a far uscire fuori tutto quel male che il mondo gli ha regalato così in modo gratuito senza che glielo avesse chiesto, senza volerlo veramente... Era li in quel centro commerciale a confrontarsi con il fisico del manichino esposto in vetrina... sarò più alta, più magra? e quel vestito mi starà uguale bene come a lei. Poco ci mancava che il fantoccio si animasse e si instaurasse un dialogo reale... mentre era assorta in questo delirio pret a porter ecco che spunta da dietro e dal nulla lui, il signore degli anelli che non è un personaggio del romanzo di Tolkien ma un meschino impalmatore. Uno che mentre ti promette la vita, il santo Graal e il giro del mondo in più di 80 giorni t´infila un brillocco al dito e ti fa sognare anzi ti fa sentire proprio il suono delle campane, il rumore del riso che zitelle incallite lanciano nella speranza di acchiappare più tardi il bouquet che la sposa lancerà in modo del tutto casuale. Ora tocca a te donna che hai avuto la fortuna di acchiapparlo e chissà perché ogni volta che una nubile prende al volo il mazzetto di fiori profumato si gira intorno a guardare se il principe azzurro é già nei paraggi pronto alla crocifissione, al sacrificio eterno...

“Io, .............., accolgo te, ................, come mia/o sposa/o.
Con la grazia di Cristo, prometto di esserti fedele sempre,
nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia,
e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita.”

E vai?!!! Una botta di vita il matrimonio!!! E poi?? E poi pigiate a più non posso nel tentativo di avere un figlio che lei tua moglie ti rinfaccerà di aver cresciuto da sola mentre tu eri non si sa dove a fare non si sa bene cosa… ma quando suo figlio, perché ormai è solo suo, arriva ad una età in cui inizia a far tardi la sera ed a tornare a casa per caso, solo perché ha azzeccato la toppa giusta del portone allora improvvisamente quel figlio diventa anche tuo: devi iniziare a prenderti le responsabilità di padre; devi seguire di più tuo figlio, informarti, parlarci e bla bla bla... Ovviamente inizi a pensare quanto di disinteressato amore ci fosse in quelle scopate che la tua cara consorte ha scientemente programmato per te. No, per carità è un piacere oltre che un dovere coniugale ma almeno dopo la performance un fumatore vorrebbe accendersi una sigaretta per compiacersi di come é stato bravo e appagante ed invece devi aiutarla a sollevare le gambe ed a mantenerle così per un tempo indecifrato (di solito quando anche i talloni diventano viola paonazzo) in modo che gli spermatozoi arrivino più in fretta alla meta. Se senti un urlo che arriva dall´imbuto vaginale, un: "goal", allora vuol dire che hai fatto centro! Almeno a qualcosa servo penserai...