Il treno e quel binario e sopra ad una panchina una donna bambina coi capelli rossi si specchia nel display che ha tra le mani. È in attesa di notizie. La osservo, la guardo con il timore che possa accorgersi di me. Accanto due ragazzi si promettono baci eterni e si sorridono; si accarezzano e versano lacrime che nessuno può asciugare. Raccolgono tutto il loro coraggio si danno la mano e come in una danza aspra i loro corpi s´intrecciano.
La donna bambina aspetta, muove compulsivamente le gambe, di li a poco arriverà anche il suo treno, rosso come i suoi capelli.
Immagini che ritornano, volteggiano e mi confondono. La guardo ancora sperando che questa volta quegli occhi ricambino i miei. Spero... Eravamo in due e adesso ci divide un binario e un convoglio che velocemente spezzerà l´illusione di aver amato. Cosa c´è di più triste dell´ aver creduto di amare per poi
cadere ancora una volta in quel gioco crudele delle promesse.
Il tempo correrà come questo treno che anche per me é arrivato! Nemmeno il pianto lo ha fermato. Dal finestrino osserverò colline e valli, mi lascerò alle spalle quel mare, le parole che non ho detto e il tempo per spiegarle.
La necessaria calma adesso mi sorprende e mi fa sciogliere quel nodo in gola che ho creduto mai potesse dissolversi.
Adesso che sto qui a ricordare, risento la sua voce e si riaprono vortici, correnti che credevo di aver messo in quarantena...
La zingara che lesse le mie carte mi parlò di un treno... un treno che velocemente portava via quello in cui avevo creduto... Già! Il treno e quel binario e sopra ad una panchina una donna bambina.
giovedì 21 luglio 2011
martedì 5 luglio 2011
sabato 18 giugno 2011
Maggio
Era Maggio era notte
chiara, dolce, sospesa
andava incontro a quella notte
alla sua essenza piena purezza.
Era Maggio era notte
lo sguardo di lei ad illuminare il volto
lo sguardo di lui a mirare in basso.
Non era la notte dei misteri
dei riti maledetti
dei patti diabolici.
Era solo la notte di Maggio
la notte del viale fiorito
illuminato dal cielo stellato
e dagli occhi di lei
e lo sguardo di lui
nella notte di Maggio
nel viale fiorito.
chiara, dolce, sospesa
andava incontro a quella notte
alla sua essenza piena purezza.
Era Maggio era notte
lo sguardo di lei ad illuminare il volto
lo sguardo di lui a mirare in basso.
Non era la notte dei misteri
dei riti maledetti
dei patti diabolici.
Era solo la notte di Maggio
la notte del viale fiorito
illuminato dal cielo stellato
e dagli occhi di lei
e lo sguardo di lui
nella notte di Maggio
nel viale fiorito.
Sono
mentre ti scosti
sono un sasso lercio di catrame ormai...
Mi arrampico con le braccia stanche di gesti
le mie braccia contro i tuoi colpi di judo
l`uno dopo l´altro...
Le mie mani contro le tue mani di gesso
l`una accanto all´altra.
Il mio sguardo di rosso è senza movimento
è la mia non presenza.
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