Il cortile di giò

martedì 12 ottobre 2010

Era

Una morte lenta la tua. Un giorno come tanti... Una vita trascorsa tra dubbi ed incertezze, tra le cose da fare e i sogni da sognare. L´erba che crescerà non sarà più la tua. La morte ha portato con te anche un pezzo di me stesso, delle mille illusioni della mia giovinezza.
Penso ai giorni trascorsi… alle notti d´estate, alle fughe vigliacche, ai tuoi dubbi, ai tuoi perché.
La vita che per me era incontrarti ora mi lacera la mente, mi induce a pensare ai giochi pazzi, alle vecchie fontane, alle vecchie canzoni...
Era la tua vita ma era anche la mia. Era la tua forza di cui mi nutrivo; era il tuo coraggio che mi rendeva fiero; era il tuo cuore che apriva il mio; era per te che gioivo nelle notti d´estate, diverse da quelle romane perdute in fondo al viale.

lunedì 11 ottobre 2010

Muschio d´Ottobre

Lucido il giorno si avvia
alte le onde s´infrangono...
Nel muschio di ottobre in
città e campagne
non si odono suoni.
C`è solo un eterno migrare
e in questo migrare
c`è un eterno ritorno
e nel mio ritornare
c´è un vento sottile.
Mi fermerò sui pini che guardano al cielo
lassù potrò respirare.

martedì 5 ottobre 2010

Un attimo prima

Cosa dire...
Vivo è il ricordo e il perché.
E a nulla vale il sorriso
un attimo prima.
E a nulla vale il rimorso
un attimo prima.
Non c´è voce che possa
frenare l´angoscia.
Non c`e sole che possa battere sul tetto.
Le parole più belle che abbia mai scritto
sono stati i rimorsi più grandi.
Urla dentro di me.
I tuoi occhiali di cui andavi orgoglioso…
Le memorie dei tempi andati;
la brillantina fra i capelli;
la sigaretta che hai fumato
un attimo prima.
Tutti hanno dimenticato
Vorrei anch´io ma non ci riesco.

lunedì 4 ottobre 2010

Questione di netiquette

Non c`è netiquette in rete o, meglio, non c`è più. Io che ero "collegato" già negli anni novanta posso dirlo. Allora non c´era tanta spazzatura nel cyberspazio. Il mio timore è che internet diventi come la tv. Se metti a disposizione della massa un mezzo tecnologico come il personal computer qualcuno deve anche insegnare loro ad “usarlo” e invece in nome della libertà ognuno fa come gli pare.

Prendiamo ad esempio il telefonino. Un tempo era TACS, poi si é evoluto, digitalizzato nella rete GSM, GPRS, UMTS... è diventato videofonino, macchina fotografica, navigatore gps, smartphone... Ma se con lo stesso mi fotografo le parti intime e invio il mio capolavoro di foto alla persone l` ho usato nella maniera corretta?? E se la medesima operazione la facesse una ragazzina per ottenere in cambio una ricarica per il suo cellulare? Se faccio una iscrizione in forma anonima su facebook celando i miei veri dati personali è corretto?? E se celassi la mia vera identità per entrare nella bacheca di un terzo e violare la sua privacy? E se il tuo capo apre un account dal nome fantasioso e tu lo accetti come amico dandogli la possibilità così di dare una "sbirciatina" a quello che scrivi, avrà fatto un´operazione corretta?
Come per la questione della vulnerabilità della rete in generale, la questione della privacy sui social network è tutt´altro che risolta! I volti, i dati personali possono essere sottratti per scopi illeciti molto facilmente, basta essere esperti.

E quelli che pur non avendo intenzioni da “hacker” comunque non si registrano col proprio nome e cognome non fanno altro che ingrossare le fila degli anonimi rendendo più difficile l`individuazione dei falsi profili che realmente possono nuocere.

Un discorso a parte meritano i cosiddetti vip o presunti tali che sui social network aprono o si fanno aprire pagine le quali risultano poi essere efficaci veicoli promozionali.
Quando partecipavo al delirio aggregante di facebook con un paio ho polemizzato! Non condividevo l´idea di farsi pubblicità in modo così gratuito promuovendo se stessi e fregandosene degli altri. Il sistema è semplice basta rendere visibile a tutti (anche ai non amici) quello che si scrive sulla bacheca. Ad esempio un attore: "domani sono al teatro .... di Roma vi aspetto numerosi, mi raccomando!" magari tu ci vai ma se lo inviti a diventare tuo amico virtuale o gli mandi un messaggio allora il discorso cambia, vedrai che non ti risponde. Allora questi si prendono solo il meglio del network per auto-promuoversi e non socializzano affatto! Il “vippismo” italiano mi fa incavolare soprattutto se penso a quelle attricette da fiction che si atteggiano a dive di Hollywood, o a quelle subrettine e veline di cui l´Italia e i giornali di gossip sono pieni, che guadagnano così tanto solo facendosi fotografare un po` di qua e un po`di la con questo o quello e che in realtà non sanno fare niente. Per loro non c´é mai la crisi, non esiste la recessione nel mondo dello spettacolo?


Facebook veniva usato inizialmente nei college americani per scambio d´informazioni. Il suo scopo originario era quello di mettere in comunicazione persone che già si conoscevano e che per vari motivi si erano persi di vista o più semplicemente vivevano in posti distanti. Mettere una foto accanto al proprio nome voleva dire rendere univoco quel profilo… Eri tu e non un altro che aveva lo stesso nome e cognome. Adesso non so esattamente quale sia lo scopo di facebook. L`anarchia che aleggia sul web è talmente diffusa da rendere difficile darne una definizione e indicarne uno scopo.