Il cortile di giò

lunedì 5 luglio 2010

Intervista a me stesso lieve misantropo.

Perché lei cura un suo blog su internet?

Puro esibizionismo! Non ho nulla da dire ma a me piace dirlo lo stesso.

Che uso fa della rete?

Un uso inusuale! leggevo alcuni giorni fa che il 70% visita siti porno e quelli dedicati ai giochi. Mi sforzo di rientrare in quel 30% che cerca l´approfondimento politico- culturale ma non sempre ci riesco.


E facebook!

mi sono iscritto per farmi pubblicità per promuovere me stesso ma sono stato bocciato; i volti di facebook mi hanno respinto!
Cercavo anche ex compagni di scuola ma non ne ho trovati. In compenso ho trovato alcuni vip molti dei quali sono dei fake. Anche sui social network il “vippismo” è di moda.

Ha pensato di cancellare il suo account?

Certo parecchie volte, per vari motivi non ultimo quello della privacy, ma poi rimando sempre.


In che tempi viviamo?

Bella domanda, vivo all´estero ma credo che la condizione di vita siano più o meno le stesse in tutta Europa. C´è un senso di disagio contenuto perché nonostante tutto gli stomaci sono pieni e si sa quando non si soffre la fame tutto appare meno grave.

A cosa si riferisce in particolare parlando di senso di disagio?

Alla politica legata a doppio filo ai poteri forti, alla società in crisi di valori e di coscienze, a una chiesa che al suo interno ha dato rifugio a preti pedofili!

C´è una via di uscita?

Come per ogni evento vi è un inizio e una fine ma c´è bisogno di sinergie, cooperazioni internazionali, perché quello che sta succedendo non riguarda un singolo stato. Dal punto di vista economico,per esempio, c´è chi dice che la crisi va affrontata non deprimendo troppo l´economia e c´è chi invece vuole austerità e sacrifici. Comunque tutti sono d´accordo sull´urgenza di nuove regole in materia in modo da non affidare troppo ai mercati finanziari le sorti dell´economia globale.

E l´Italia ? Perché nel suo blog è cosi duro con l´Italia e con gli italiani?

L´Italia è il paese che paradossalmente ha più potenzialità in Europa ma si limita sempre al minimo indispensabile e questo un po’ stizzisce, se si pensa alle capacità individuali e a quell´“intelligenza al plurale” che solo gli italiani possiedono. Peccato però che non riescono a fare squadra, sono divisi su tutto e questo è un punto debole di non poco conto.

Giovani, scuola, dibattito sociale e intellettualismo.

I giovani vivono nella frustrazione di stare troppo a lungo in attesa che la società degli adulti gli dia il giusto spazio permettendo di innovare e migliorare il paese in cui vivono e operano ma molto spesso nell´attesa si perdono e finiscono per essere inglobati nel solito vecchiume.

La scuola non aiuta non dando agli studenti l´opportunità di avere qualcosa da scrivere sul curriculum vitae ovvero c´è bisogno di offrire ai giovani esperienze di lavoro in età scolastica introducendo il concetto di teoria e pratica.

Dibattito sociale? Sembra che gli intellettuali siano in via di estinzione… In realtà hanno solo smesso di rivolgersi al grande pubblico, in tv a parlare di temi sociali ci va la gente di spettacolo per mantenere alto l´indice di ascolti.


Berlusconi ? Come viene visto all´estero ?

Come una persona che possiede tv, giornali aziende e quindi in conflitto di interessi, tutto qui! Berlusconi non è un politico uscito dalle scuderie di un partito. E` chiaro che, avendo tutto questo a disposizione, diriga il paese Italia così come dirige le sue aziende cioè da capo con diritto al licenziamento. E oltralpe questo fa scalpore ma allo stesso tempo si riconosce a Berlusconi una sorprendente capacità di mediazione e proposizione in materie di politica estera, il che non è poco.


Continuerà a scrivere sul blog conservando la vena polemica e malinconica?

Senza scomodare la letteratura e le teorie filosofiche dico che un po´ di malinconia non porta jella. Non saprei che farmene di uno che ride sempre così come di uno che è sempre triste. Poi credo che la sofferenza interiore sia condizione necessaria per guardare alla vita e alle cose della vita con la dovuta attenzione eliminando quindi il rischio della superficialità.
Lo spirito critico va mantenuto sempre cercando però di essere equilibrati e l´equilibrio è molto difficile da raggiungere: presuppone una grazia interiore che al momento non ho.

domenica 4 luglio 2010

flat-rate party

E´ finito l´Impero romano e finirà anche l´era Berlusconi. Ma i politici dell´opposizione non si accontentano di questo assioma, loro vogliono governare adesso, non vogliono aspettare le prossime elezioni e non vedono l´ora di farlo!
Vorrebbero mandare a casa il cavaliere in tutti i modi possibili diffamazione mediatica dell´avversario compresa.
Se c`è un decreto legge o una legge che non gli va a genio non si dice più al cittadino votateci perché quando andremo noi al governo ripristineremo le giuste regole! Anzi chi lo ha fatto in passato è stato smentito dal governo Prodi che su molti provvedimenti di Berlusconi ha preferito l`oblio e il “facemo finta de niente” - per dirla alla romana - gioco facile in un paese in cui essendoci il buon vino quando si beve troppo il giorno dopo non si ricorda più niente o quasi. A questo punto gli astemi dovrebbero vigilare ma sono rimasti in pochi perché orami i tour alcolici, i flat rate party, gli itinerari enogastronomici sono di moda, coinvolgono tutti o quasi anche in quelle città d´arte come Firenze Roma Venezia in cui gli studenti stranieri e non, i giovanotti, i benpensanti, gli adulti bamboccioni di fatto e di diritto quell´arte l´hanno prima conosciuta sui libri di scuola e poi l´hanno messa da parte per far posto alla bottiglia. Un paio di giorni fa quattro ragazzotti islandesi alticci sono stati arrestati per danneggiamento: saltavano da un ´auto in sosta all´altra, così tanto per divertirsi forse perché l´Italia non sa offrire altro di meglio che l´ubriacatura. Pisciare sui muri e spaccare bottiglie. Anche questa è arte!

venerdì 2 luglio 2010

Saviano: il bisbiglio diventa grido

La parola scritta come mezzo e atto di denuncia contro una qualsiasi organizzazione che fa della illegalità la propria ragione d´essere è un atto dovuto perché il silenzio è pari alla complicità.
Questa in sintesi è la primaria volontà di Roberto Saviano giornalista e scrittore che ha fatto un´operazione tanto semplice quanto efficace: parlare di criminalità imputando!
La sua azione ha avuto come immediata reazione un consenso planetario. Sicché la voce di Gomorra da sussurro, bisbiglio diventa grido di allarme e accusa.
Giovanni Falcone, in: “Cose di cosa nostra“, dice che si può avere una mentalità mafiosa senza essere necessariamente dei criminali. Ed è proprio a costoro che si rivolge Saviano ovvero a coloro i quali pur non avendo un ruolo attivo, pur non sparando, pur non ricevendo alcun beneficio avallano il comportamento criminoso, lo tollerano e lo giustificano.
Così come un partito politico senza un tot di uomini e donne non può nemmeno presentare la sua lista alle elezioni, anche una camorra senza un minimo di consenso sociale non può agire sentendosi come, quasi, padrona del territorio.
Il pericolo per i camorristi sta proprio nel fatto che il bisbiglio di Saviano che diventa grido possa stimolare le coscienze “addormentate” della società civile del posto ed essere fonte di erosione di quel consenso di cui sopra che, come un partito verso la sua base elettorale, anche la camorra cerca costantemente nella comunità del suo territorio. Consenso che è più facile ottenere in una Regione come la Campania in cui non sempre le capacità delle persone trovano spazio nel mondo del lavoro, vengono riconosciute e premiate. Per i più deboli poi, quelli che non conoscono nessuno, è difficile perfino sopravvivere! A tal riguardo concludo con un passaggio di Giovanni Falcone in “Cose di cosa nostra” che dice: << In Sicilia per quanto uno sia intelligente e lavoratore, non è detto che faccia carriera, non è detto neppure che ce la faccia a sopravvivere. La Sicilia ha fatto del clientelismo una regola di vita. Difficile, in questo quadro, fare emergere pure e semplici capacità professionali. Quel che conta è l´amico o la conoscenza per ottenere una spintarella. E la mafia, che esprime sempre l`esasperazione dei valori siciliani, finisce per far apparire come un favore quello che è il diritto di ogni cittadino>>.

giovedì 1 luglio 2010

Aforisma (quasi)

La società italiana è come la squadra nazionale di calcio: è priva di eccellenze! Non resta che sperare nei “vivai”.