Il cortile di giò

mercoledì 9 giugno 2010

Il muro

Il muro che divideva la spiaggia
mi nascose agli sguardi fuggevoli.
Pensai al mio primo amore mai amato
ai lunghi viaggi mai viaggiati.
Domandai di me stesso e dei miei diciott´anni
ma il silenzio prese il posto
della solitudine amica.

Marilyn

Poveri manovali stanchi
si riflettono negli occhi celesti
di una donna i cui lineamenti ricordano
Marilyn Monroe, biondi capelli e
gambe chiare sotto i quartieri dove
ogni sera intorno ai fuochi
si scioglie il trucco di puttane confuse
tra l´indifferenza solenne di sudori passeggeri
o di smorti baci.

La donna che vagamente
ricorda Marilyn posa,
vincendo ogni vile orgoglio,
gli occhi su quelle carni sfrenate
ed un senso di acre tristezza
pervade la città gonfiandola di
un pensiero umano e fuggitivo.

(A. Salomone)

Parole e frasi

Ci sono molte funzioni illegali fra cui le situazioni ieratiche della provincia, ma non ci dobbiamo arrendere all´evidenza di una dittatura che non sopraggiunge nuova.
L´alveolo della fatica si ritrova in ognuno di noi e ci attanaglia fino a farci cadere.
Non ci è dato di capire fino in fondo le nostre memorie perché c´è un limite invalicabile nel nostro pensiero che ci rende incapaci di ricordare oltre il lecito. Ma le memorie hanno pure dei sogni che le accompagnano e dei sogni qui devo parlare. Forse tutto questo è un po’ infantile ma soltanto i bambini hanno voglia di scoprire il mondo dall´altro lato, un lato che per gli adulti è poco interessante.
Per parlare dei sogni bisogna produrre parole restando in silenzio.


Nei labirinti oscuri della memoria si annida la storia di un uomo che vive e sopravvive a se stesso. Punta tutto senza rischiare, gioca senza ritirarsi. È un uomo in divisa! In una stanza buia, si affanna un bevitore fra bestemmie e sputi. Passa il tempo e il tempo sorpassa lui e le cose che lo circondano. In un via-vai di idee si perde il bevitore e lascia ogni speranza.
Da un vicolo rivivono fantasmi e vecchi echi… Piccole regine, fanti che girano nella penombra e cercano di respirare. Si proiettano in una realtà completamente opposta come se si rivoltasse una giacca ormai consunta e ci si accorgesse di possederne una nuova, pur essendo, questa, sempre la stessa per poi morire senza rimpiangere la vita e la libertà di essere stati a lungo caporali di un esercito sempre vincente nelle infinite battaglie.
Mg. Non ha chiamato, forse è meglio così. Proverò a ricostruire un piccolo battito e a distinguerlo fra rumori più grandi. C´è una sorta di malumore che mi accompagna in questo lungo viaggio fatto di rimorsi per ciò che è stato. Ma non bisogna essere così ermetici per descrivere una verità che mi appartiene o che pensavo mi appartenesse. Il mondo si stinge e la realtà è un vocabolo difficile da definire. La cabala mi segue ed ogni cosa è un numero, una formula del tipo: pn = n(n-1)(n-2)(n-3), basta attenderne le combinazioni. Chissà quante ce ne sono nelle parole! E intanto fuori non c´è più colore, il giorno pian piano annerisce e con esso ogni contorno come se una matita nera stesse passando su un disegno multicolore.
Quanti rumori ci sono nelle parole e quanta retorica nei suoni del vociare! Siamo poeti di noi stessi e delle nostre memorie. Ci commemoriamo ancor prima dell´abbandono!
Persi ed abbandonai la porta del destino. Mi rinchiusi in una stanza e meditai parole e frasi in un limpido cielo. Capii che la vita non desidera l´uomo. Capii molte cose in una stanza. E poi nulla, il vuoto dell´esistere e di nuovo quel cielo e la stanza. Follie di giorni andati e nuvole nel cielo e pioggia sui vetri. Toccarsi fino a farsi male in un circolo di idee e di passioni; il tutto senza rimorsi. Possono gli altri uccidere il mio cuore e farla finita?

sabato 5 giugno 2010

Aforisma (quasi)

Il Papa ha dichiarato che per i preti pedofili l`inferno sarà più duro ed io, nel mio piccolo, aggiungo che con questa società, il Paradiso, in futuro, sarà meno affollato!