Il cortile di giò

martedì 27 aprile 2010

LA FORZA DELLO SGUARDO


Occhi grigi, occhi blu; occhi belli e brutti, miopi o astigmatici ma anche sguardi bassi o profondi, minacciosi o sinceri.
Quanta letteratura e cinematografia sugli occhi! Due persone, guardandosi negli occhi, si innamorano : che forza lo sguardo!
Anche se poche volte ho incontrato il favore e il compiacimento di occhi femminili, mi ritengo fortunato di essere nato in un tempo in cui lo sguardo aveva ancora un suo valore e preciso significato.
Mi riesce difficile spiegare come questi tempi non affidino più allo sguardo e alla sua forza, un ruolo importante nella comunicazione.
Entriamo nei luoghi comuni e "spariamo" frasi fatte, in difesa di questa naturale ed affascinante capacità dell´uomo.
"Quante cose si possono capire attraverso lo sguardo"; "non c´è bisogno di parole, basta leggere negli occhi"; "gli occhi più delle parole"; "lo sguardo più di mille gesti"; "perchè mi guarda così?"; "avanzò con lo sguardo minaccioso"; "con gli occhi puntati a destra, guardava me che stavo a sinistra"; "hai due occhi uno più bello dell´altro". Banale vero? Ancora di più sentire:"lo guardò dritto negli occhi". Se hai la fortuna, però, di essere della stessa altezza o magari più alto di chi stai guardando, altrimenti si rischia di guardare, più che gli occhi, altre cose. Può darsi che l´altezza del mio sguardo, ad esempio, possa cadere a livello del petto oppure tra il collo e la testa, caso limite l´ombelico. Adesso capisco perchè persone alte si fidanzano o si sposano con persone un pò bruttine e basse: essendoci una differenza notevole di altezza, non riescono a guardarle molto bene!
Qualcuno si è accorto improvvisamente che lo sguardo non serve più a conquistare, ad ammiccare, nè a minacciare. Forse non ci siamo resi conto che "guardare" ci serve soltanto per non andare a sbattere. Tutta la magia scompare! Gli sguardi non trovano più un punto d´incontro, il colore degli occhi diventa un optional, la gente un ostacolo da dribblare.
Vedere non la bellezza di due occhi che ti guardano, ma la barriera da evitare. Cambia l`attivismo degli occhi?
Più che con gli occhi dolci bisogna stare con gli occhi aperti!

Ossa di mondo

Ossa di mondo
spolpato
sui marciapiedi
della bidonville.
Cumuli d´amori
e desideri
smarriti non in India
non in Africa
ma dentro me.

(Antonio Salomone)

Senza risposta

Le domande che non hanno mai avuto una risposta, si sono perse dopo aver preso a botte il cuore. L´inverno avaro di colori e di odori ci abbandonò al nostro destino di piccoli borghesi. Adesso ci incontriamo, l´avessimo fatto prima...
Eccoci qua con le facce e gli occhi cupi, in cerca di qualcosa da ricordare.
Facciamo finta che ci sia un sole caldo e un vento forte. Troviamoci nei nostri silenzi e in quel che ancora rimane dei nostri ricordi.

giovedì 15 aprile 2010

Realpolitik


Realpolitik

L´avevo promesso, non ricordo a chi ma l´avevo promesso di non scrivere più di Realpolitik. Non solo perché oggigiorno di politica se ne vede (nei fatti) e se ne sente -nelle parole- poca, pochissima ma anche perché l´argomento ormai è diventato così noioso da far turare oltre il naso anche le orecchie.
Lo spunto però, questa volta, me lo offre non già il risultato delle ultime elezioni amministrative, ma un articolo del mattino su delle palme abbattute nel centro di Napoli, piante secolari letteralmente divorate da un parassita e a cui il comune non ha saputo far fronte con un adeguato programma di disinfestazione.
Mi è venuto in mente allora Vietri sul mare e la piazzetta Amendola o meglio a quel che un tempo era la piazzetta: forma ovale e con due belle palme alle estremità anche qui sradicate.
C´e chi si è lamentato per questa “estirpazione” e mi sono chiesto tante volte se ciò non fosse dovuto al fatto che li, come a Napoli, le piante fossero state attaccate dal famoso famelico punteruolo rosso nell´indifferenza degli amministratori locali e un po` come Marzullo mi sono fatto una domanda: <<… se fossi stato tu il sindaco del piccolo centro costiero ?>>.
Innanzitutto avrei dovuto farmi eleggere e questo presuppone campagna elettorale , manifesti, incontri, banchetti, comizi e le immancabili varie ed eventuali che tradotti in soldini fanno un bel po’ di euro. Ma ammesso che tutto questo fosse a mia disposizione e che in più avessi avuto anche quella dialettica tale da salire su un palco e convincere i cittadini a farmi votare, sarei stato un buon sindaco?
Ora se la logica marzulliana dice di farsi una domanda e di darsi una risposata non posso sottrarmi a questa logica e devo per forza di cose immaginarmi sindaco eletto in una fantomatica lista civica come quella dei grillini , per intenderci, sganciata da qualsiasi colore politico ma con un programma fatto di grandi opere in un piccolo contesto urbano di 5-6 mila anime: ponte pedonale dalla stazione per bypassare la statale, servizio navetta cha fa spola tra stazione di Vietri e marina di Vietri per i pendolari del bagnetto di mare e di sole che così farebbero a meno dell´auto , del parcheggio, del traffico e delle incazzature varie. Giardini che affacciano sul mare nel tratto iniziale di via Cristoforo Colombo (espropriando il terreno antistante), parcheggi sotterranei nella stessa via, pavimentazione del centro cittadino degna di essere chiamata tale simile a quella di Capri (per intenderci?) oltre che alla disinfestazione e mantenimento delle palme in piazza Amendola e alle solite varie ed eventuali. La risposta è: nessuno avrebbe dato niente per l´attuazione del mio programma e sarei stato un pessimo sindaco additato come un incapace. Già perché un buon sindaco è colui il quale riesce a rastrellare denaro dai vari enti locali attraverso progetti e spenderlo nella logica del programma per cui è stato votato e quindi eletto e questo non si po’ fare senza appartenere a una parte politica anche in un piccolo centro come quello di Vietri sul mare talmente piccolo da non essere nemmeno paragonabile al più piccolo quartiere di Roma.
Se è vero che i sogni aiutano a vivere meglio allora è di sogni che si dovrebbe vivere perché la politica con la sua cruda realtà non ci regala niente di buono.